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    November 29

    Ritorno alla vita

     
    ...toc toc...
    Guardo attraverso lo spioncino della porta, è lei, finalmente.
    -Ciao,Ti aspettavo.-
    La abbraccio forte, sento il profumo dei suoi capelli, non è cambiato.
    -Mi aspettavi? Nemmeno sapevi che sarei venuta...-
    Chiudo la porta, con due giri di chiave (come solito), la porto in sala e ci sediamo.
    -Non ti aspettavo precisamente ora, ti aspettavo e basta.-
    -Che significa?-
    -Significa che tutto questo tempo senza te è stato infinitamente lungo...- un attimo di pausa, un respiro profondo -... perchè non sono stato abbastanza abile da dimenticare il tuo sorriso, scordare le tue carezze, il tuo respiro, i tuoi baci... e non ho mai smesso di soffrire... e di ripugnare me stesso per averti persa.-
    Lei mi guarda, è come impaurita dalle mie parole, forse si aspetta un "ma" o un "però"... mi fissa, non dice nulla.
    Le prendo la mano...
    -Un giorno soffri, ed il giorno dopo ancor più... Allora inizi a vivere di speranza e di attesa. Ed io ho sperato che tornassi e mi sono convinto della mia stessa follia, e ho creduto nel tuo ritorno tanto da aspettarti ogni sera... ogni settimana... ogni mese...-
    -Ma...-
    Il suo volto prende un'espressione più cupa.
    -Ma cosa? E' troppo tardi vero? Ti prego...-
    La interrompo.
    -Ma ora la mia follia è realta, ed il mio desiderio si è avverato... Avevo paura di aver smesso di credere. Ma tu sei qui, per me. Ed ora tutto il tempo da solo si è improvvisamente cancellato. Rivederti ha curato ogni mio dolore, come succedeva tempo fa...-
    -Non voglio sprecare altro tempo... TI AMO.-
    Nei suoi occhi posso avvertire la felicità di cui è colma. Mi sembra di vivere un sogno...
    -Anche io ti amo...-
    I nostri corpi si avvicinano, i nostri volti si sfiorano, ci stiamo per baciare...
     
    DRIIIIINNNNN...
    La sveglia mi riporta alla realtà.
    Lascio i miei sogni depositati sul cuscino.
    In questo mondo i desideri non si avverano...
     
    November 25

    Luna...

    E butti uno sguardo alla luna, mentre te ne torni a casa, avvolto in un mantello di pensieri troppo profondi per essere esplorati fino in fondStrada con luna seppiao. Lei stà lì, immobile impassibile, mostrando sempre lo stesso volto, ben curandosi di farci vedere solo una parte di sè. Non hanno importanza per la luna i tuoi pensieri, nè i dolori e neppure le gioie; non le importa di me, nè di te... Sta sera brilla, domani di nuovo, senza curarsi delle nuvole giacchè a lei non importa di noi, non le importa di cosa i nostri piccoli impauriti occhi possono vedere. E sta in un mondo che non è il nostro, in una dimensione che non ci appartiene e, benchè chiudendo gli occhi possiamo fingere che non esista, lei non cessa di essere luna nemmeno per un istante. "Che fai lì sola in questa notte triste?" Sola come noi, nell'incomprensione di chi ci sfiora. "Dimmi, che fai?" Forse ci tieni compagnia, per non lasciarci soli... migliaia di uomini soli, uno di fianco all'altro. Forse schiarisci la nostra strada, quando nemmeno l'illuminazione dei neon delle insegne sa darci un'indizio per una direzione utile. O forse ci stai solo sbeffeggiando, certo... perchè tu di problemi non ne hai, e nella tua bellezza eterna ridi della nostra condizione, della frustazione per il tempo che passa incontrollato, che ci consuma ancora inutilizzati e ci corrode sia fuori che dentro... "RISPONDI DANNATA!!! RISPONDI..." Ma che ti importa, luna... Meravigliosa luce delle tenebre, conservatrice indiscussa delle serate di romantico amore. Ti amo... Come tutti ti anno amata... come nessuno ti ha avuta. Mi prendo un'istantanea di questa notte insieme, una foto che mi ricordi come sei, quando le nuvole ti nasconderanno... 

     

    (...la foto è stata realizzata da me, quindi non disponetene a vostro piacimento...)

    November 24

    Mah?

    Ogni goccia che cade scandisce un attimo di queste tristi giornate passate ad alscoltare il rumore di questa incessante pioggia. Prima a Milano, ora qui.
    Ieri sul treno una strana sensazione, di una gioia pura e vera, che da tempo non provavo.
    "Qual'è in senso di questa vita?"
    Non credo lo saprò mai. Ma so una cosa: posso portare un sorriso, con un sorriso, con un gesto gentile, a chi lo merita.
    "E allora perchè non farlo?"
    Bè, forse non è sempre così facile.
    Perchè, per un istante in cui sei pieno di buoni propositi, ci sono attimi in cui la tua volontà si annulla e per ogni instante in cui ti importa solo delle persone che adori, ci sono attimi in cui sei profondamente egoista.
    E tutto torna ad essere misteriosamente inspiegabile...
    Come lo scroscio dell'acqua che cade, sì triste, ma che amo...
    November 22

    Llueve (piove)

    Llueve. Quisiera poder lavar mi alma bajo esta frìa lluvia de fin Noviembre. 
     
     
    (Piove. Vorrei poter lavare la mia anima sotto questa fredda pioggia di fine Novembre)
    November 19

    ...manca nella mia vita...

    Le mie giornate sono ogni volta più simili a questa tazza di caffè bollente che tengo tra le mani: nere, amare... Certo, intense come l'aroma "arabica" ed energiche come la caffeina, ma la dolcezza? Col tempo ti abitui... Ma nelle sere fredde d'inverno vorresti che una carezza si posasse sul tuo volto con tenerezza, sfiorare il tuo naso col suo, baciarla, stringerla a te. Una lei qualsiasi, ma che ti ami; e che tu possa amare completamente senza ritegno, immensamente, follemente. Sentire il suo respiro nel buio, anzichè le canzoni tristi alle quali ti abbondoni nella sere di solitudine... Questo ti manca più di ongi cosa, la dolcezza, la tenerezza, l'affetto.... Ti manca l'amore. Nemmeno ricordi cosa significhi, forse non l'hai mai saputo... (vorrei saperlo)

    Caffè dell'una e cinquantasei.

    Una tazza di caffè Gimoka istantaneo, certo perchè la moca a quest'ora sarebbe stata troppo rumorosa, mentre le mie dita scivolano sulla tastiera come indemoniate danzatrici in cerca di una storia da narrare. Poco da dire in realtà, ma quel tanto di pensieri leggeri, di quelli che non ti appesantiscono e per una volta ogni tanto sembrano rendere tutto più sensato... Ho pensato di non pensare o quantomeno non troppo, dato che in fondo va tutto nel verso giusto (o almeno per oggi fingeremo che il verso giusto sia questo). Intendiamoci: non che non ci siano quei soliti apparenti problemi sui quali adoro scervellarmi, ma oggi voglio vedere tutto sotto un'altra ottica. Lasciando che sia il caso a portare avanti le cose, lasciando alle mie scelte il tempo di svilupparsi, senza pormi i problemi che solitamente mi tormentano, perchè la vita ha mille sorprese, incredibili e inaspettate. Pensare troppo è per i filosofi, per i pazzi pensatori della vita, amanti della ragione, cultori della follia... e io... io sono solo un piccolo uomo.
     
     
    Ogni mio pensiero è vano,
    il tempo è perfido e non mi ascolta.
    Ogni mia scelta è relativa,
    gli eventi sono più forti della volontà.
    November 18

    Sabato sera.

    Fatica!!! Correre, correre, correre... -"scusa!", "hei"- tutti i tavoli ti chiamano, tutti vogliono bere senza aspettare. Ognuno di loro vuole essere servito subito, come è normale... Io corro, davvero, ce la metto tutta, ma loro non capiscono!! -scusatemi, arrivo appena posso- E quando mi fermo ai tavoli cerco di spiegare che mi dispiace, che sto facendo il possibile, ma che sono un uomo e più che correre non posso fare altro... Ma comunque, continuo a vedere i volti della gente che mi guarda mentre passo, e la maggiorparte di loro sembrano pensare che sono un incapace, che non so fare il mio lavoro e loro sarebbero più rapidi... -prego, accomodatemi... se pensate di fare meglio. Ma non si pensi che in due anni non abbia cercato i modi più svariati per migliorare... ma resto un uomo, con tutti i miei limiti.- Così, alla fine, non mi resta che sorridere e chiedere scusa ogni volta, anche se poi di sbagliato non ho fatto niente. Il cliente ha sempre ragione.
    November 17

    Botte

    Aiuto!!!
    Ieri sera dopo qualche pugno e un paio di calci ben assestati mi è caduto il sacco da boxe...
    Devo assolutamente riparare o, meglio, devo farlo riparare al babbo.

     

    Nessuno può

    3.30 del mattino. Un'altro venerdì sera andato. Un altra sera di vita persa tra i tavoli di un locale che oramai è parte di me. Certo, ammetto che mi sono divertito, grazie alle "tre clienti pazze" con cui poi ho anche brindato (era il compleanno di una di loro), e anche a chi fino a chiusura ci ha tenuto compagnia. Strano, ma questa volta nessun messaggio sul telefono dopo essere uscito... quindi a casa pensieroso, in quei pensieri che di solito non mi attraversano mentre impugno il cellulare e rispondo a qualche sms. Certo non è molto, cinque minuti di camminata, ma in cinque minuti di cose ne pensi... Pensi a quelle situazioni dalle quali non torni più indietro, alle cose che forse non dovevi dire o a quelle che non hai detto... pensi ai sentimenti che ti sei tenuto dentro e a quelli che avresti voluto provare ma non hai provato... Pensi alle facce che ti sfiorano senza salutarti, a quelle che ti salutano ma non ti hanno mai realmente sfiorato, oppure a quelle che non ti sfioreranno nè saluteranno mai. Pensi, pensi, pensi. E magari ti succede che in tutto questo pensare ti sovvenga una domanda... Quante cose ho sabagliato oggi? Quanti errori commessi ieri, quando ancora avrei potuto salvare tutto? Quante volte ancora sarò tanto stupido? Tante volte... allora ti senti inutile... e forse lo sei. Ma cho può dirlo in fondo? Nessuno.
    November 14

    Finito un'altro giorno

    Giornate come fiammiferi, una rapida ed effimera fiamma... e tu devi essere svelto ("dita abili per accarezzare il tempo").
    November 12

    Note dissonanti

    Impugno la mia chitarra, unica compagna fedele che il tempo non ha saputo strappare alle mie mani. La guardo, come faccio rigorosamente ogni volta prima di iniziare, come per cercare il suo consenso, per domandarle "posso?". Non devo pensare, perchè come inizio le mie mani corrono veloci senza bisogno di istruzioni, in un susseguirsi di accordi talvolta rapidi, talvolta lenti, a riprodurre chissà quale melodia. Di solito ricado su un comune giro blues, finisco per improvvisare un poco, e mi immagino nel vicolo di una qualche immensa città, mentre volti sconosciuti mi sfiorano portando via con sè qualcuna delle mie note... Passa qualche secondo, e ritorno alla realtà bruscamente svegliato da un'accordo stonato... Mi fermo un secondo, tiro un poco una corda, ne mollo un poco un'altra. Pronto per ripartire. Questo accade per la chitarra... questo accade per la mia vita. Note dissonanti sono i miei pensieri. Vorrei poter semplicemente accordare la mia testa, come accordo le note della mia chitarra...
    Ma non è cosi semplice, perchè ogni volta stonano gli eventi, e dissonanti i sentimenti in me. Forse queste corde sono troppo consumate, forse sto suonando la canzone sbagliata. Magari dovrei fermarmi, per ripartire solo quando sarò sicuro di non stonare...

    Vento di novembre

    Solleva le mie spoglie,
    distratto, lentamente
    come muovi le foglie,
    assonnato, silente.
     
     
    November 11

    CHIEDO SCUSA AL MONDO

    ...scusatemi...
    November 08

    Ore 21.38

    Ore 21.38 di un'anonimo giovedì... A casa un giorno prima, per l'annunciato sciopero dei treni di domani. Sto per uscire, e di certo andrò al TNT come sempre, unico posto dove trovo un po' di vita e in ogni caso volti noti... Berrò una birra, o meglio una di troppo, come spesso accade ultimamente, nelle serate passate in compagnia, ma nella mente malato di solitudine. Una solitudine incolmabile, da un affetto che nessuna di voi sa darmi nel modo giusto, fatto di sguardi e di carezze, di sorrisi e di parole dolci. Un affetto che sappia di nuovo farmi sentire vivo, voluto, amato e desiderato... e non solo "il cameriere QUELLO FIGO del tnt" (per quanto poi la bellezza sia soggettiva, sembra che funzioni come passaparola, lo crede una e allora lo credono tutte), ma che sapete di me? Che sapete dei miei ineteressi, della mia vita? Passereste un'intera giornata a guardarmi scattare stupide foto tutte uguali? Solo per vedere il sorriso sul mio volto, come quello che avrei la sera sussurrandovi "grazie per la stupenda giornata...". Oppure stareste ore a sentirmi parlare della mia musica, delle mie chitarre? Lo fareste?
    Subisco passivamente il riflesso di un'immagine che nemmeno più riconosco, che forse in parte ho creato da me, ma che in gran parte avete creato voi... Alle volte sbuffo, sono stufo!! Ma poi rientro nei panni più comodi, quelli del solito cameriere del tnt, che ride e scherza con tutti, che ti porta una birra o uno shot di vodka, e se ti va bene una sera ti lascia il suo numero di telefono e magari ci esci per un caffè...
    Questo sono? Ma voi che ne sapete? Cosa sapete di me... Niente.

    Vaniglia

    Cerco una spiegazione. Qualcosa che dia un senso a questa condizione, e mi spieghi perchè mi cerchi e poi mi lasci, nei miei pensieri... Certo è difficile pensare ad altro stando qui, steso sul letto, nella penombra di una stanza occupata solo dalla mia scarsa presenza, mentre butto un occhio sull'icona di messenger e so che siamo collegati, l'uno all'altro, ma in maniera fredda e distante (ammasso di dati, in un groviglio di cavi, ciò che è rimasto di noi). Forse non è nemmeno questo. Semplice solitudine, semplice bisogno di sentire le tue morbide mani sfiorami con tenerezza, con quella dolcezza che ho provato, ma che manca... - posso da solo... non ne ho bisogno-  Nell'aria un vago profumo di vaniglia, che trabocca dalla tazza ancora impregnata di "Vanilla Flavoured Black Tea" marca Twinings. Mi ricorda te. Nelle sere in cui baciare il tuo collo riempiva i miei polmoni della stessa essenza. Mi ricorda che abusavi della vaniglia, con l'intento di farmi impazzire, e ci riuscivi. - quanto mi manchi-  Ma domani mi sveglierò di nuovo, e questo profumo sarà sparito, fino al prossimo infuso di "Vanilla Flavoured Black Tea"... Così come fai tu, che ami sparire e ami tornare, assicurandoti di farmi male di nuovo, ogni qualvolta riesco a star meglio. Così sei tu, come la vaniglia, dolce droga dei miei momenti di solitudine. Dalla mia tazza vuota ancora aromi forti, come la scia di sofferenza che lasci... Fino al tuo prossimo passaggio. E in questa morbosa attesa del mio dolore, immagino il tuo ritorno, e silenziosamente soffro per la tua fuga.
    November 07

    Pensieri confusi

    Lasciate che sia solo dolore...
    Ma lasciatemi mascherarlo in un sorriso, in un gesto.
     
    Lasciate che sia abbandono...
    Nascosto nelle battaglie che fingo di portare avanti.
     
    Lasciate che sia vergogna...
    Al di là di questo apparente orgoglio.
     
    Lasciate che sia finzione...
    Fuori e dentro.
     
    Ogni battaglia è persa.
    Ogni sforzo è vano.
    Ogni sorriso è falso.
    Solo guerra e stupidi litigi.
    Solo finto orgoglio, solo menzogna.
    Non ho sbattuto la testa contro il mondo, il mondo ha sbattuto contro la mia testa.
    Ma il mio cranio è svuotato di umanità, e non provo dolore alcuno.
    Non ti voglio nei miei pensieri, non rubare spazi che non ti appartengono.
    Vorrei staccarmi di dosso questa testa e strappare con violenza il ricordo di te.
    Lasciami stare.
    Ma non lasciarmi solo... Ho bisongo di calore.
     
     
    November 06

    Indisslubile

    Dove sei tu, vi è una parte di me...
    ...e dove sono io una parte di te.
     
    Indissolubile,
    oltre il tempo,
    è il sentimento.
    Indissolubile,
    oltre il sentimento,
    è il bisogno.
    Indossolubili,
    tu in me
    ed io in te.
    Comunque.
    Oltre ogni sbaglio,
    oltre ogni incomprensione,
    oltre ogni lite,
    oltre ogni giorno di solitudine.
    November 05

    Foto Aggiunte

    Lido Chiavenna Cigno Foglie

    Piccole anteprime delle foto aggiunte all'album "Il fotografo che è in me..."

    November 03

    Lentamente vivo...

    DSCF1614 E' sceso l'autunno su di noi, dopo l'estate del nostro amore dove il tuo calore basatva per vivere... Ora non lo sento più. Si sta facendo freddo, i colori dei nostri occhi mutano, si accendono di rosso come le foglie sugli alberi, perchè vi è fuoco nei nostri sguardi. Rabbia. Presto sarà solo indifferenza e gelidi saluti macchinosi, saluti da "commerciante milanese" al millesimo cliente della giornata. Questo desideravi. Questo stai ottenendo.

     

     

    Ma è così davvero? Guardami negli occhi... E' quello che desideri? Non vorresti abbracciarmi? Non vorresti potermi dire che ti manco, o semplicemente lasciare che i tuoi gesti siano così chiari, sicchè io da solo realizzi che hai bisogno di avermi con te?

     

    Forse no. Magari non lo vuoi. Sto solo sbagliando. Lasciatemi questa leggera illusione, mentre lentamente vivo...