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    July 29

    Riflessione da un fondo di caffè.

    Non calcoli la vita... Per Dio! Voglio dire: ci provi, ci credi, punti su qualcosa, azzardi bozze di futuro... ma crash!, uno schianto inaspettato e sei da capo... e forse non è colpa tua, ma si sa che l'assicurazione non paga mai e tu resti a mani vuote. E allora pensi alla sorte del viaggiatore, che si pone una meta, senza sapere se vi potrà mai arrivare, e pensi alla sorte del vagabondo che una meta non ce l'ha e, in un qualche perverso senso, il suo viaggio è tanto più pieno di significato quanto è più privo di meta, egli è pronto a ricevere ogni forma di segnale e affrontare ogni genere di "selva oscura", i suoi occhi non sono accecati dalla luce in fondo al tunnel. Gli altri sono protesi verso quella luce, che tanto più si rende irraggiungibile, tanto più li fa cadere nel fallimento. Essi non vedono realmente nulla, fuorchè l'accecante luce del loro traguardo, questo li rende parzialmente cechi. Essi però sognano. Qualora si avvicinano alla luce, sono pervasi da un senso effimero di felicità. L'altra categoria, che continueremo a chiamare "i vagabondi", credono che credere in un traguardo sia stupido, o forse seplicemente si credono fieri essere pronti ad aspettarsi tutto dalla vita, e per questo si dicono "forti". In realtà barcollano in spazi bui. Vivono aspettandosi il peggio. Non hanno la capacità di amministrare il meglio. Finiscono per sciupare i momenti migliori. Essi si dicono realisti. Lasciano i sogni essere "lontanissimi pensieri utopici", lontani dalla vita reale. Gli altri invece (e torniamo ai cosidetti "viaggiatori", quelli che sì! hanno una meta), sanno che i sogni sono tanto più veri quanto più si avvicinano alla vita, elevandoci ad una condizione di credenza-sogno-speranza, dove un giorno vita e sogni si sovrapporranno e formeranno una sola cosa. Pochi di essi si realizzano. Tutti i vagabondi, in un qual modo, ralizzano il loro modo di vivere. Ma questo non li rende più felici degli altri. Non so esattamente chi vive meglio. Ma tutti sono uguali nel momento della morte. Dei morti non restano che ricordi e lacrime... e qualche vecchio oggetto usato.
     
     
    RIFLESSIONI LIBERE, TRA UN LIBRO DI KUNDERA E UNO DI BUKOWSKI. 
    July 22

    Chissà

    Di ritorno da Milano, su strade mezze deserte nell'aria buia della notte...
    La superstrada chiusa mi costringe a svoltare sul lungolago, con le sue vie contorte ("gomitoli di strade"), rivelando ai miei occhi lo splendore di una notte stellata sul lago di Como. Nello stereo dell'auto gira un disco di indiscutibile successo, parliamo di "The final countdown" della band Europe, datato 1986... nel pieno degli anni d'oro! In particolare, vengo scosso dalle prime note di "Carrie" (track n.3), da quel piano elettrico che sembra piangere e dalla voce di un eccezionale Joy Tempest che sembra raccontare emozioni vere, così d'improvviso "io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura"... e non è uno scherzo, che "mi sovvien l'eterno". La strada non è che una linea e le mie mani sembrano muoversi da solo, mentre gli occhi si dividono tra asfalto e lago, tra buio e stelle, e dentro di me un piccolo gruppo di lavoratori volontari (chiamateli neuroni se vi và...) ricostruisce in un frammento di tempo tutta la mia vita degli ultimi mesi e azzarda previsioni per il futuro... Nel frattempo un grosso e pesante camion ha finalmente accostato per farmi passare, bene! Passo Varenna, Bellano e Dervio... Passo piona, ma mi fermo a Colico. Muovo qualche passo verso la riva del lago. L'aria è molto fresca e lo scroscio delle onde è continuo e testardo come un lamento di bimbo... La luce della luna crea l'atmosfera magica dei film di innamorati, di quelli che han lieto fine... ed io lo cerco, il mio lieto fine, tra due fili d'erba e un sasso, tra luci di case e stelle, tra onde e vento. Chissà... Torno a casa, con più domande e meno risposte.
    July 12

    Programmi per la mia argentina…

    Tappe da non perdere…

           ….“las cataratas del Iguazù”….

     

    …”Bariloche”…         

     

      …”Buenos Aires”… 

     

    …”Comodoro Rivadavia”…   

     

    E per il resto “Cordoba” 

    July 10

    Voglia

     
    Giorni di vita senza senso, e di poca voglia di continuare... voglia solo di Argentina e, per fortuna, manca solo un mese ormai. Voglia di ricominciare, da zero, di essere nuovo, non sciupato come ora... Voglia di sentirmi voluto, di sentirmi amato davvero, di potermi fidare diqualcuno senza essere tradito... Voglia di essere di nuovo tra le sue braccia, anche se dentro mi odio per questo, ma non posso cancellare la voglia di lei... Voglia di essere diverso, di non essere me, di non essere... Sto partendo, e non voglio tornare... tornare per cosa??? Per essere di nuovo il mediocre me che sono ora??? No grazie...
     
     
    A volte sogno di camminare,
    senza una meta e senza un perchè.
    Camminare fin dove queste gambe mi possono portare,
    arrivare lontano dal mondo e lontano da me, da quel "me" che sono ora.
     
    July 09

    NERUDA - Sonetto XI

    Tengo hambre de tu boca, de tu voz, de tu pelo
    y por las calles voy sin nutrirme, callado,
    no me sostiene el pan, el alba me desquicia,
    busco el sonido líquido de tus pies en el día.

    Estoy hambriento de tu risa resbalada,
    de tus manos color de furioso granero,
    tengo hambre de la pálida piedra de tus uñas,
    quiero comer tu piel como una intacta almendra.

    Quiero comer el rayo quemado en tu hermosura,
    la nariz soberana del arrogante rostro,
    quiero comer la sombra fugaz de tus pestañas

    y hambriento vengo y voy olfateando el crepúsculo
    buscándote, buscando tu corazón caliente
    como un puma en la soledad de Quitratúe.

     
     
    TRADUZIONE
     
    Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli
    e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
    non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
    cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

    Sono affamato del tuo riso che scorre,
    delle tue mani color di furioso granaio,
    ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
    voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

    Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
    il naso sovrano dell'aitante volto,
    voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

    e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
    cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
    come un puma nella solitudine di Quitratùe
    July 07

    Profumo di pioggia e d'illusioni, di foglie bagnate e fango... Mentre migliaia di angeli piangono lacrime fredde, a bagnare noi e i nostri cuori aridi...
    July 03

    Zanzare

    ...sveglio dalle quattro... Tutto colpa di queste maledettissime zanzare!!! Si può avere sul corpo 23 punture?? Ebbene si può, le ho appena contate....
    July 01

    Ai lettori del blog.

    Nel mio misero e discutible scrivere, spesso parlo di dolore e sofferenza. Vorrei che fosse definitivamente chiaro che, sebbene spesso ciò che finisce sul blog sia relazionato al nostro stato d'anima, esso non è forzatamente espressione diretta della nostra condizione in quel momento. Ovvero, sarebbe decisamente limitato credere che si può scrivere solo in base a ciò che si prova nel momento della stesura del testo, perchè questo ridurrebbe la scrittura a semplice cronaca, che sia cronaca di eventi o cronaca di sentimenti. Invece lo scritto è frutto di una molteplicità di fattori dipendenti dal momento e non, legati strettamente alle sensazioni corporali, fisiche ma non meno dipendenti dall'immaginazione e dalla volontà dell'autore di creare immagini suggestive, capaci di trasmettere idee o sensazioni che sono comuni per tutti, ben al di là di un semlice momento (e per altro questo spiega bene perchè un libro ci può far piangere anche se lo leggiamo in un periodo estremamente lieto). Detto questo, vi sprono ad andare oltre in quello che scrivo, non cercando di leggere la mia vita nei miei interventi, ma piuttosto a relazionarli con la vostra vita... Saluti a tutti.
     
    Gabriel

    Notte

    Sparami!! Sparami notte... voglio dormire e riposare. Sto male... sparami notte!!! Voglio restare immobile sul letto, riverso nel sangue dei sogni, divorato dai vermi dei miei pensieri notturni... Sparami notte, affinchè sia mattina...sparami!!! Voglio morire per qualche ora, voglio cessare le pene che provo, i mille dubbi residui di un'altro giorno passato... sparami... più di una volta, sparami forte!! Che io mi immerga nella mia testa, dove l' esistenza è gioia, lieto il fine e senza menzogna... Sparami notte!! Sparami...