29 ottobre
Gioco di sguardi
Per caso la vidi voltandomi, ma restai come incantato da qualcosa in lei... Fu il suo modo di guardarmi credo, ma non lo saprò mai. Ricordo distintamente che per lunghi minuti i nostri occhi si incrociarono, tante volte che divvenne un gioco. Cercarsi con lo sguardo, sfiorarsi e mirare altrove. Sapevo chiaramente che avrei dovuto fare qualche passo verso di lei, forse dire qualcosa, qualsiasi cosa, sperare in una sua risposta di qualsiasi genere, ma non feci nulla di questo, perchè più ti senti sicuro, allora, più temi di errare. Credetti di fare la cosa giusta, stando fermo, senza buttarmi verso un possibile disastro, semplicemente continuando a giocare. Ormai posavo lo sguardo fisso su di lei, che pure reggeva il confronto, a tal punto che i nostri occhi sembravano parlare tra loro e suggerirci di muoverci, consci che un solo gesto avrebbe cambiato tutto. Ma nessuno dei due ne ebbe il coraggio. Così, giunto alla mia fermata, scesi dalla porta a ventaglio del tram passondole vicino. Non so se speravo succedesse qualcosa... So solo ciò che è successo. Distintamente, una volta sceso, mi voltai verso di lei e ci guardammo attraverso il vetro. Vidi la sua immagine torbida, per gli aloni sul vetro, voltarsi chiaramente mentre l'autista riprendeva la corsa, e io feci qualche passo come per seguirla mentre si allontanva, senza che i nostri sguardi si staccassero l'uno dall'altro. Non l'ho mai più rivista. Ho avuto l'unica occasione in quell'istante, ma l'ho persa. Ho perso l'attimo, ho perso lei. In un film l'avrei ritrovata l'indomani al supermarket vicino a casa, ma il giorno dopo al supermarket lei non c'era...