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19 giugno

Il vecchio viandante

Prendevo aria e pensavo... sul bordo del pozzo, dove sapevo consolarmi dopo le delusioni, dove trovavo la pace necessaria per ripartire e fu così che mi imbattei in un vecchio e stanco viandante. La sua lunga barba bianca era crespa ed intrecciata ed il suo volto portava il segno del tempo, di migliaia di giorni sotto il sole e altrettanti sotto la pioggia, di mille notti senza sogni e di mille sogni mai vissuti, racchiusi ormai solamente nei suoi occhi stanchi. Scese dal suo cammello, per dare all'animale un po' di riposo, bevve e si sedette. La sua postura era rigida, ed il suo sguardo fissava il vuoto, quasi i suoi occhi non avessero mai incrociato sguardo umano... era come se guardasse oltre tutto... Dentro pensavo a molte cose e sentii il bisogno di parlare, come di confidarmi con qualcuno che non sapeva nulla di me, ma che sembrava sapere di tutti, sembrava sapere del mondo.
"Da dove vieni?", domandai... e l'uomo non sembrò sorpreso della mia domanda, anzì, sogghignò... "Che c'è? Ho parlato male? Non avrei forse dovuto?"
Un attimo di pausa...
"No ragazzo... tranquillo... Semplicemente questo è ciò che tutti mi domandano"
"Vengo da ovunque e da nessun luogo... il mondo è la mia casa!"
"Sei fortunato, tu... Non hai problemi, non hai ruotine... Non ti può essere tolto nulla, tu hai il mondo..."
"Certo... questo credi, questo credete tutti... la mia vita è un avventura, non smetto di imparare, non mi fermo davanti a nulla..."
In quel momento capii che non lo avrei più interrotto...
"Sai, io non sono nato vecchio e con la barba", sorrise "ero come te, uguale, seduto sul bordo di un pozzo a pensare..."
"Un giorno ho deciso che volevo dare una svolta alla mia vita, basta problemi, basta pensare, basta soffrire... partivo per un posto migliore... Stava settanta-ottanta dune più distante, vicino a un oasi stupenda e ne sentivo parlare come fosse il paradiso... Partii per quel luogo. Non passarono 500 notti sopra di me, che già mi accorsi che non era cambiato nulla, ero sempre io... stessi problemi ma in mezzo a nuova gente... e capii che ciò che mi ci voleva era un cambio più netto, una vita migliore in un posto migliore..."
Immerso nel ricordo della sua vita passata, i suoi occhi si fecero lucidi e il suo sguardo si poso a terrà...
"Iniziai da capo, con convinzione, perchè quando diventi indipendente nulla ti ferma. Fu davvero una vita nuova, come avevo calcolato... credetti di innamorarmi, ma come sai... e vedo che lo sai... l'amore spesso sa ferire. E da una rosa sbucò una spina e dalla spina fu dolore, dal dolore lacrime. E mi incamminai di nuovo, giachhè ormai ero per metà convertito in ciò che sono ora... un nomade. Mi convinsi davvero che era giusto così, e un po sostavo nei paesi, un po' scappavo un po' tornavo, conoscevo gente e vivevo la giornata... E mi sentivo fuori dal mondo, sopra le regole, superiore... Guardavo la gente preoccuparsi per il lavoro, la casa,il pane di tutti giorni, mentre io avevo il mondo hai miei piedi. E non li capivo, lo giuro non capivo... dove erano i problemi, il mondo è immenso e non aspetta altro che essere esplorato e vissuto e tutti erano degli sciocchi, ancorati al loro pezzo di terra ed al loro lavoro, lavoravano per vivere, vivevano per lavorare... ma quando muori gli averi e i soldi non li porti con te, non te li mettono nella bara, ma se mai esiste un aldilà, allora tutto ciò che abbiamo vissuto, quello non andrà perso..."
"Vedi, ci stavo proprio riflettendo..."
"SCIOCCO!!!!... Ero come te ti dico... E guarda ora cosa sono! Potrei scrivere un libro su voi uomini e donne, di paese e di città... Ho sentito parlare tante di quelle persone che non posso ricordarne nemmeno la centesima parte di esse, ho analizzato tutti i vostri problemi, ho osservato le vostre vite e ho creduto di non voler essere mai come voi, cosi "limitato" mi dicevo... Eppure mi rendo conto che posso raccontare la vita, come un uomo su una mongolfiera può raccontare il mondo: per quanto egli lo veda, non sentirà mai il profumo dell'erba e de fiori e la freschezza della rugiada, così come non toccherà la terra e il fango e non saprà distinguere acqua salata da acqua dolce, egli vede e basta. E io so tutto di voi, ma non so nulla di me, giacchè il mio cuore è solo ed egoisticamente mio, ho guardato voi ma non ho permesso a nessuno di guardare me e starmi vicino e raccontarmi come sono fatto... E sono scappato dai problemi, credendo che i problemi erano per voi piccoli illusi esseri... Ma ora mi guardo, riflesso sull'acqua si questo pozzo, e mi rendo conto di quale sia la differenza tra voi e me... Credevo di vivere l'amore in maniera superiore, talmente elevata da considerarla una esperianza fuori da ciò che la gente normale potesse capire e credevo che per tutti l'amore fosse solo sposarsi ed avere figli... Ora mi rendo conto che non ho mai amato, giacchè non vi è stato qualcosa di tanto intenso da trattenermi! Qualcosa che interrompesse il mio viaggio e mi facesse rendere conto che la routine e la monotonia di alcuni giorni e l'impegno, non sono sciocchezze, bensì il frutto reale dell'amore che ti spinge a superare ogni barriera per disegnare un progetto con qualcuno che valga di più della tua persona stessa, e senza il quale non sei più nulla. E quelli che credevo l limiti mentali della gente sono i loro più grandi pregi, mentre ciò che credeco il mio "essere libero" è solo la mia paura e la mia sciocchezza... La gente  in questo mondo trova la sua oasi nel deserto, io non ho trovato che sabbia e sabbia e quando ho visto dell'acqua ne ho presa poca e sono andato, per paura che un giorno finisse... Sono un vecchio sciocco, senza casa, senza famiglia, senza vita. L'unica vita che conosco è quella che ho visto vivere agli altri. Tu ora alzati da qui, torna da lei e dille che tutto passa, e che lo supererete insieme... perchè la ami, e non hai paura di metterti in gioco e perchè la routine e i problemi non sono nulla, ma quei suoi occhi ed il suo amore sono tutto... Addio."
E' scontato dire che non lo vidi più, ed altrettanto ovvio dire che il suo incontro mi cambiò la vita...

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